delir(i)o

eccola di nuovo.
la splendida sensazione di vita. di vivere. non me ne frega un beneamato cazzo della recessione dei mercati, della svalutazione dell’euro, dell’aumento del petrolio, delle virgole e delle maiuscole all’inizio di ogni periodo.
il mio periodo lo costruisco come cazzo mi pare e piace e se la maiuscola la voglio mettere aLla fiNe, la metto alla fine punto
sono di quell’altro tipo di persone che danno poca importanza all’aspetto materiale delle cose. credo che potrei definirmi un’umanista come oggi non ce ne sono piu. O se non fossi così pieno di me, pochi.
di quelli che investono in un sguardo, in un comportamento. di quelli che si sentono assolutamente in sintonia con l’interlocutore, qualsiasi esso sia.
di quelli che quando si apre una porta e non sei solo, danno sempe la precedenza accomapgnando il beneficiario con una mano sul braccio, impercettibilmente.
Intersecare uno sguardo che ti galleggia accanto mi viene naturale. E’ come se li sentissi tutti, li vedessi. tracciano righe laser di diversi colori tra le loro piccole pupille ed il target aggancaito, ed io li vedo. chiari. densi. Palpabilissimi.
basta un piccolo salto figurato e sono già in bilico sul filo colorato. dondolo senza però prcurare vibrazione sonora. un dondolìo muto. con un bilancere di pensieri propri, miei. lunghi che allungano acora, ad ogni passo, all’infinito, creando un unico pensiero curvo che prte dalle mani tese ed arriva a circumnavigare tutto il globo.
l’equilibrio è un dono che ho sempre avuto,e so benissimo quando lo sto per mandare a farsi fottere per un’alzata di testa che, apparte il soddisfacimento del puro ego, non porterà assolutamentea niente, anzi.
Eppure lo devo fare, ogni tanto, svuotarmi della frustrazione che l’educazione mi impone.
A discapto di un isti to animale, devo dare un tonoa tutto cio’ che gli altri propongono rlando, sgraziati ed incuranti della sensibiltà altrui.
Rischio di rimanere l’unico, che continua a proporre questa fotografia del niente, che non da frutti, che non porta a nessuna isola che non c’è, una strada fatta di niente che porta al nulla…
tutti i confronti vanno bene, non procurano vittime ma solo finoa quando non c’è da investire dalle proprie tasche, idee della propria testa, allora oper paura di sentirsi incompresi le mitighiamo, oppure le omettiamo proprio, danno ben peggiore.
Parla. Dimelo che cazzo vuoi dire, parti conuna parola semplice, anche un cazzo di mugugno che intanto mi da un’idea del tuo stato emotivo, e solo poi, articla qualcsa di piu’ complesso, sempre che tu ne sia capace…
com’è difficile ialogare seriamente, serenamente,sinceramente.
Com’è difficile rispettarsi, commprendersi, ascoltarsi.
Noi siamo sempre piu’ tutto del’altro, piu’ inteigenti, piu’ moderati, piu’ obiettivi, piu’ informati noi siamo sempe piu’ cconvinti di noi. Se solo sapessimo scambaire un pronome personale dalla seconda alla terza plurale… se solo sapessimo cos’è un propone personale.
Ma ceh cazzo ce e frega dei pronomi ersonali quando tutte le nostre frasi si compongono di "IO", dovunque lo emtti lo metti l’importante è che sia sempre maiuscolo e magari in grassetto, e la differenza è sempre li, che le teste di cazzo nonsanno nemmeno che per scrivere "IO" ingrassetto basta schiacciare insieme crtl e b e non lasciare la tastiera per il mouse ed andare a cerare sopra, la b scura per cliccarci sopra, e poi ritornare sulla tastiera… coglioni, i mezzi vanno usati, vedete? Se no come cazzo potete dire di saper utilizzare la lingua se non ne consocete apostrofi e accent?
Indefinitiva il delirio è questo partire e/o assimlare un pensiero alla forma figurata che puo’ esprimere, in bilico, e rapportarlo alla grammatica ed alal capactà di giocare con una arola che poi, non serve per niente.
Rompetemi il cazzo come vi pare ora, ve la siete fatta un’idea? non ve la portate via, scrivetemela sotto, del tipo "a Manue’, fatte meno canne", ppure, "fa pace col cervello" o "non-so-che-cazzo-scrverti-ma-olevo-apparre-nela-lista-dei-commenti" che va bene os tesso, l’mportante è: ditelo, quello che pensate sempre. Poi vedremo dove si arriverà!
Intanto partiamo!
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Una risposta a delir(i)o

  1. panteganino scrive:

    ehm… la leggo solo ora… con un poco di ritardo ma come si dice? meglio tardi che mai. solo 2 cose devo scrivere a commento: la prima è che io faccio sempre Ctrl-c per copiare e Ctrl-v per incollare…ma se voglio TAGLIARE e incollare…allora faccio Ctrl-x e Ctrl v. ma se sto copiando una cella di excel… non so xchè uso Ctrl-Ins. Poi faccio Alt- Stamp per fare uno screenshot della finestra attiva…e Ctrl-stamp per lo screenshot di tutto il monitor… il mio office è in italiano… quindi il grassetto è Ctrl-g, il sottolineato è Ctrl-s e il corsivo… Ctrl-i! xchè Ctrl-c…dove C starebbe per corsivo… anche se nel tastino della toolbar c\’è scritto "c" non si può usare: quello ti copia, non ti mette il corsivo… molto tempo fa, quando windows era praticamente allo stato embrionale usavo anche un sacco di tasti funzione con il mio norton commander… ma la gente ora di questo nostro rapporto specialmente romantico con la tastiera che vuoi che ne sappia… poveri loro, che si sono persi!la seconda cosa è che ti sei perso x strada un sacco di lettere…altre le hai messe in maniera dislessica…non è bello da parte tua nei loro confronti…lo sai che hanno una loro sensibilitàho scoperto di avere una terza cosa da aggiungere: metto un sacco di punteggiatura, ma scrivo sempre, indiscriminatamente tutto minuscolo…le maiuscole servono solo per URLARE!la quarta (sono un vulcano!): e le liste dei destinatari delle email? sempre rigorosamente in ordine alfabetico! e se il supermegadirigente (grandiss figl d putt) ha il cognome che inizia con la z… embè… son cacchi sua, sta in fondo! non è mica colpa mia…non bado a spese… e ti metto pure una quinta cosa, che poi è una postilla della prima, x cercare una parola all\’interno del documento, tieniti forte… faccio Ctrl-Shift-t!un caro saluto (anche se detta così sa di ipocrisia…ma tu sai che non lo è!)lisaps. tu forse te devi fa meno canne…ma almeno smettendo hai una speranza di rinsavire… io, che le canne non me le faccio (nè mai me ne son fatta – bestia rara), o mi stacco la testa… o di speranze proprio non ne ho

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