Pensate quanto pesa sull’anima un minuto che non vi piace, anzi, che detestetate; ed ora pensate ad un minuto in cui invece vi state divertendo da morire o state semplicemente bene. Eccola la vera relatività.
Cmq, per il terzo anno, tra poco ce ne andremo al Mugello.
Le nostre belle moto pulite e pronte, occuperanno il piccolo vano di un furgone. Noi canteremo e cazzeggeremo nella cabina davanti, con una macchina al seguito piena zeppa di zavorre…
Non so perchè, ormai ho vinto l’ansia, eppure la notte prima non dormo mai; è troppo che non entro, ed ho voglia.
Incubi in quei pochi attimi di sonno; porto la moto a far ricontrollare le forcelle appena fatte, ho intravisto un rivolo impercettibile d’olio e non vorrei che il nuovo meccanico abbia messo male o rotto i paraoli. Il meccanico della psita li comincia a smontare, io capisco che ci vorrà un po’ e mi allontano. Quando torno capisco che le prove sono cominciate, e la mia moto ora ha montato un manubrio da BMX (si la bicicletta), provo a fare un giro ma non sento la granitica stabilità dell’avantreno, con l’aria che buca il trespolino della bici e mi finisce in faccia… che strano, non mi accorgo della manopola del gas che non c’è, penso alla leggerezza del manubrio… chissà se vuol dire qualcosa.
Per un motivo o per l’altro non riesco ad entrare in pista. Eppure mi sono sbattuto così tanto. Ho prenotato tutto così tanto tempo prima, tutto sembra remare contro. Ma stamattina sono sveglio, la notte è passata, e l’avventura tra poco ha inizio.
Ora sono scarico, ho lasciato l’ansia su tutti i tasti neri di questa logitech wireless. Ora basta.
Una doccia, un jeans, una felpa e le mie adidas, il casco al braccio e via. Verso il puro desiderio.
Ancora il tempo ce l’ho in mano io!
